Appese al muro della metro di Parigi, tutte le 397 pagine di un romanzo

Un’idea geniale in corso a Parigi? In realtà qualcuno ci aveva già pensato. 

【H】Human Writing
Quasi un secolo fa, a Parigi, un editore propose al famoso scrittore Georges Simenon (forse l’autore più prolifico di sempre) di chiudersi in una gabbia di vetro sul terrazzo del Moulin Rouge per scrivere da zero un romanzo “in tempo record” attaccando di volta in volta ogni singolo foglio scritto sul vetro, rivolto verso l’esterno, per farlo leggere ai passanti. Il contratto c’era davvero, ma l’impresa – nonostante le leggende la raccontino ovunque – non avvenne mai.

Ora qualcuno ha portato a compimento il fantasma di quell’idea. Sotto le volte bianche della RATP (Régie Autonome des Transports Parisiens), la casa editrice Actes Sud e l’agenzia creativa Change, hanno affisso, in ordine, tutte e 397 pagine dell’ottavo volume della saga Millennium 8 sui pannelli dei corridoi della metropolitana di Parigi, permettendo ai passanti di leggerle mentre si spostano.

Il romanzo in questione è The Girl in the Lynx’s Claws di Karin Smirnoff, con protagonista la hacker Lisbeth Salander accanto al giornalista Mikael Blomkvist. La storia è ambientata nel nord della Svezia, intorno a una comunità mineraria e a interessi economici in conflitto. In Francia è uscito per Actes Sud come La Fille dans les griffes du lynx; in Italia è pubblicato da Marsilio con il titolo Gli occhi della lince. Millennium 8.

Si potrebbe dire: è solo pubblicità editoriale, e invece qui succede altro. La città si comporta come una tipografia diffusa, il muro diventa carta, il flusso di corpi si assesta in un ritmo di frasi. 

Qui l’attenzione non si compra: si guadagna lasciando alle persone il tempo di leggere, una pagina alla volta lungo il percorso.

Qualcuno si fermerà a leggerlo? 

Chi lo sa. Forse solo l’incipit o solo la fine, o qualche frase qui o là… qualcuno per sfida o per diletto compirà l’impresa di leggerlo tutto magari portandosi un thermos di caffè o uno sgabello con le ruote… questo non ha importanza.
Quello che mi piace è l’atto in sé, il gesto estetico e letterario. Il fatto che la letteratura si fonda con la comunicazione. Che esiga attenzione in una forma diversa da quella statica dello scaffale nella libreria o dal post di instagram o dal booktrailer su youtube.

guerrilla marketing letterario
“Parigi, anni ’30. Simenon in teca davanti al Moulin Rouge: la leggenda della scrittura in pubblico, ricostruita.”

Potremmo definirla un’istallazione artistica, o per chi fa il nostro lavoro – di pubblicitario – un guerrilla marketing letterario, ma che bello.


Per i non addetti ai lavori (perciò anche qualche editore) ricordiamo che il guerrilla marketing non è altro che uso astuto e non convenzionale dello spazio pubblico (e di budget minimi) per creare un impatto sproporzionato: piccole manovre di senso in luoghi ad alto traffico emotivo. Qui il “colpo di mano” non è la gag, ma la generosità: smontare il recinto tra promozione e fruizione, e far coincidere l’annuncio con l’opera. È un modo per riportare la letteratura nel suo habitat naturale – il tempo delle persone – senza chiedere permesso all’algoritmo.

Se Simenon avesse davvero scritto dietro il vetro, avremmo ricordato quella gabbia come un circo di pagina viva. In sua assenza, restano questi pannelli parigini: una teca rovesciata, senza confini, dove il libro esce dalla sua custodia e si lascia toccare, parola per parola. È una lezione semplice per chi fa marca culturale: non limitarsi a parlare dei libri, ma metterli letteralmente in circolazione. E quando la letteratura accetta l’ospitalità dell’advertising – purché ne rispetti la dignità – scopre che il muro non è un confine: è un invito a continuare. 

Se vuoi leggere un altro caso molto interessante di Marketing letterario non convenzionale clicca Qui per leggere l’operazione di Harper Collins per un libro con Miss Marple.

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