Portare i libri dove la vita accade

Ci sono libri che aspettano solo il lettore giusto. E persone che non sanno ancora di essere quel lettore. Proviamo allora a farli incontrare.

【H】Human Writing

Prendere un libro. Non uno qualunque, naturalmente. Un libro breve, bello, capace di non spaventare nessuno ma nemmeno di mettersi in ginocchio per farsi leggere. Incartarlo con carta regalo, come si fa con le cose che vogliamo impreziosire e vestire con un’aura di mistero, e lasciarlo da qualche parte: su una panchina, in un piccolo bar, in una sala d’attesa, in un luogo dove non sembri un pacco sospetto ma un invito.

Sopra, poche righe.

Ti piacerebbe leggere,
ma per qualche motivo non ci riesci mai?

Allora questo libro è per te.

È breve. È bellissimo.
E forse è arrivato nel momento giusto.

Prendilo.
Portalo con te.
Scartalo con calma.

Un libro gratuito per una piccola iniziativa di lettura.

#LibriDoveLaVitaAccade

Portare i libri dove la vita accade. La cosa, detta così, può sembrare soltanto un gesto gentile. E in parte lo è. Ma non mi interessa l’atto in se quando serve a farci sentire persone migliori per il tempo esatto di un post. 

Quello che mi interessa di più è il momento in cui un oggetto cambia traiettoria. Un libro che invece di restare in casa, in libreria, in una pila sul comodino o nel carrello di un e-commerce, viene mandato nel mondo a cercare qualcuno che non lo sta aspettando.

Non qualcuno in generale. Non un classico lettore ma qualcuno che forse legge poco, o non legge più, o non ha mai davvero cominciato, ma ogni tanto sente ancora quel piccolo prurito. 

Quante persone ci sono che potrebbero dire o pensare:
«Mi piacerebbe leggere, però non ho tempo, non ho testa, non ho silenzio, non ho costanza.» Oppure, più semplicemente: «non ho ancora trovato il libro capace di prendermi per mano e farmi viaggiare».
Ecco io vorrei far arrivare il libro giusto a tutte queste persone.
Ma non lo posso fare da solo.
E qui l’iniziativa.

L’idea è questa: provare a portare i libri lì. Non dove la lettura è già celebrata, consigliata, fotografata, recensita, impilata, ma dove la vita accade senza chiedere il permesso alla letteratura.

Perché i libri, diciamolo, spesso abitano posti bellissimi ma un po’ protetti: librerie, biblioteche, festival, gruppi di lettura, pagine culturali, salotti veri o digitali. Luoghi necessari, luoghi che amo, ma dove entra più facilmente chi ha già una chiave in tasca.

Tutti gli altri restano fuori senza fare rumore.

Non sempre per disinteresse. A volte perché la lettura, vista da lontano, sembra una casa con le finestre illuminate e la porta socchiusa, ma nessuno che dica davvero: entra, puoi sederti anche tu, non devi sapere già come si fa.

Forse un libro incartato serve a questo: a togliere al libro la sua posa da libro. A farlo sembrare per un attimo un regalo, un messaggio, un piccolo incidente urbano. Una cosa che non pretende di essere scelta, ma lascia aperta una possibilità.

Naturalmente, perché funzioni, il libro va scelto con cura. Non deve essere il libro più facile del mondo, perché nessuno ha bisogno di essere trattato con condiscendenza. Ma non deve nemmeno essere un monumento lasciato cadere sulla testa di uno sconosciuto. Deve avere la misura giusta: breve, leggibile, necessario. Un libro che non dica “guarda quanto sono raffinato”, ma “forse questa storia può arrivare fino a te”.

È una differenza sottile, ma decisiva.

Per iniziare questo esperimento io ho scelto:
La novella degli scacchi di Stefan Zweig
È la storia di una sfida a scacchi, certo. Ma soprattutto di una mente lasciata sola con se stessa, e di quanto possa essere fragile il confine tra salvezza e ossessione. Tutto in meno di ottanta pagine.

Dentro ogni libro ci sarà un cartoncino, il più possibile sobrio. 
Non un volantino, non una pubblicità culturale, non la prova che dietro c’è qualcuno che ha studiato una campagna. Piuttosto un segnalibro, un piccolo oggetto da tenere tra le pagine, con poche istruzioni per far continuare il viaggio.

Il testo potrebbe essere questo:

LIBRI DOVE LA VITA ACCADE

Questo libro ti ha trovato.

Leggilo quando vuoi.
Senza fretta.

Se ti farà compagnia,
puoi farlo viaggiare ancora.

Ti basta poco:

rimetti questo cartoncino dentro al libro
oppure inseriscilo in un altro libro che ami;

incarta il libro come un regalo;

lascialo in un luogo adatto,
dove qualcuno possa trovarlo;

fotografa il pacchetto prima di andare via;

pubblica la foto con l’hashtag

#LibriDoveLaVitaAccade

Un libro può restare su uno scaffale.
Oppure può andare incontro a qualcuno.

Il meccanismo è tutto qui. Chi trova il libro può leggerlo, tenerlo, regalarlo, rimetterlo in circolo o sostituirlo con un altro. Non deve iscriversi a niente, non deve spiegare niente. Può semplicemente leggere. E già questo sarebbe abbastanza.

Se però vuole continuare il gesto, gli basta rimettere il cartoncino tra le pagine, incartare di nuovo il libro, lasciarlo in un luogo adatto, fotografarlo e pubblicarlo con lo stesso hashtag. #LibriDoveLaVitaAccade

Con una sola attenzione: i libri vanno lasciati in luoghi sicuri e sensati. Non in stazioni, aeroporti, mezzi pubblici, luoghi sensibili o spazi privati senza permesso. Un libro deve essere un dono, non un problema.

Forse non succederà nulla. O forse qualcuno, tornando a casa, lo scarterà per curiosità, leggerà le prime righe, poi un’altra pagina, poi un’altra ancora. Non diventerà per forza un lettore. Non cambierà vita. Ma forse, per una sera, smetterà di pensare che i libri siano sempre altrove.

E allora sì: portare i libri dove la vita accade. Non perché la vita abbia bisogno della letteratura, ma perché ogni tanto una storia può sedersi accanto a qualcuno proprio nel punto in cui quel qualcuno non si aspettava più niente.

E da lì, senza chiedere permesso, cominciare.

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